Roberto Balbino
IT10 min di lettura

MELONI, SOGGETTO: IL GOVERNO PIÙ LONGEVO DELLA REPUBBLICA. OGGETTO:

Crescita debole, debito ancora enorme, salari reali sotto pressione e una politica migratoria da leggere senza slogan: meno sbarchi non significa meno immigrazione, e i rimpatri restano il vero banco

Quasi quattro anni di governo Meloni possono ormai essere giudicati con una quantità sufficiente di dati.

Non con simpatia o antipatia.

Non con propaganda di destra o di sinistra.

Ma con PIL, salari, occupazione, debito, deficit, pressione fiscale, evasione, patrimonio delle famiglie, immigrazione complessiva, sbarchi irregolari, espulsioni e rimpatri effettivi.

E proprio sul tema migratorio bisogna essere più precisi di quanto sia normalmente il dibattito politico italiano.

Perché esistono almeno cinque numeri diversi che troppo spesso vengono mischiati:

sbarchi via mare;

immigrazione complessiva dall’estero;

presenze irregolari individuate;

ordini di lasciare il territorio;

rimpatri effettivi.

Non sono sinonimi.

E soprattutto non raccontano la stessa storia.

IMMIGRAZIONE: I CINQUE NUMERI CHE BISOGNA TENERE SEPARATI

La prima grande distinzione è questa:

uno sbarco è un arrivo irregolare via mare.

Un’immigrazione è invece un trasferimento di residenza dall’estero verso l’Italia secondo la metodologia statistica.

Un cittadino straniero può quindi immigrare legalmente in Italia per lavoro, famiglia, studio o altre ragioni senza avere nulla a che fare con gli sbarchi.

Allo stesso modo, una persona sbarcata può chiedere asilo, ottenere una forma di protezione, ricevere un ordine di allontanamento oppure entrare in una procedura amministrativa che può durare mesi o anni.

Dire semplicemente “immigrati” mette insieme fenomeni completamente differenti.

1. SBARCHI VIA MARE: PRIMA IL BOOM DEL 2023, POI IL CROLLO

Il dato più politicamente utilizzato è quello degli sbarchi.

Nel 2022, anno in cui Giorgia Meloni arriva al governo in ottobre, gli sbarchi registrati sulle coste italiane furono circa 105.000.

Nel 2023, primo anno interamente governato da Meloni, salirono a circa 157.651.

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